Scheda film

Hats of Jerusalem

Sinossi

Chiunque visiti Gerusalemme rimane colpito dall’incredibile varietà di etnie, nazionalità e religioni che affollano gli stretti vicoli della Città Vecchia. L’occhio più attento coglie in breve tempo che ognuno di questi gruppi è caratterizzato da uno specifico copricapo.

Come Nati Adler ci racconta nel suo documentario Hats of Jerusalem (“Cappelli di Gerusalemme”), l’uso di un particolare cappello va ben oltre la necessità di ripararsi la testa. A Gerusalemme il cappello è innanzitutto una carta d’identità, una dichiarazione di appartenenza a un gruppo, una dichiarazione politica che si appoggia spesso a tradizioni secolari. Se un vento improvviso privasse gli abitanti di Gerusalemme dei loro cappelli, si dice nel documentario, nessuno più sarebbe certo della propria identità.

Il regista ci conduce tra i segreti dello shtreimel e della keffiya – immortalati dalla stampa internazionale tanto frequentemente da aver assunto un valore quasi simbolico – e ci spiega le ragioni rituali di veli e parrucche femminili e i significati mistici del copricapo dei monaci armeni e ortodossi.

Quello di Nati Adler è un modo originale e delicato di raccontare la città e la sua ricchezza umana e culturale, e il suo documentario è stato presentato con successo a festival cinematografici israeliani ed europei.

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