Scheda film

Era la città dei cinema

Sinossi

Una città senza sale cinematografiche è come una città cieca, è come un volto senza occhi (Giuseppe Tornatore)

Si dice spesso che un film è un omaggio a un cinema che non c’è più, questo film è invece un omaggio ai cinema che non ci sono più. Nasce dal dispiacere e un po’ anche dalla rabbia che provo ogni volta che vedo chiudere un cinema, quelle serrande che si abbassano e che rimangono abbassate, spesso in abbandono per anni, mi hanno sempre procurato molta tristezza.

Il documentario è un viaggio nella memoria e nel presente della città di Milano. Attraverso i ricordi di Morando Morandini, Gabriele Porro, Maurizio Nichetti, il fondatore dell’Obraz Enrico Livraghi, Paolo Mereghetti, Lella Costa, un proiezionista, gestori di cinema come Lionello Cerri e Antonio Sancassani, un urbanista del Politecnico di Milano, il film racconta cosa erano i vecchi cinema milanesi ora chiusi e cosa hanno rappresentato per una generazione. Si ricorda il boom di cinema degli anni ’60/ ‘70, i cinema di prima, seconda e terza visione, la stagione dei cineclub (il fondamentale Obraz), l’arrivo del cinema d’essai, la concorrenza della televisione, le prime chiusure, la deriva delle luci rosse fino al quasi deserto odierno. Numericamente solamente a Milano si è passati dalle 140 sale a metà anni ’70 alle neanche 20 di oggi.

Si faranno riferimenti anche ai cinema che hanno variato l’offerta e hanno mantenuto un pubblico fedele, l’Anteo ad esempio o il caso Mexico, si parlerà di multisala, multiplex, della visione cinematografica “domestica” e di come è cambiato l’andare al cinema nel corso degli ultimi anni. L’assunto è sostanzialmente "cineromantico", per ricostruire un pezzo di memoria storica individuale e collettiva. Dall'altra parte vuole essere un'analisi sulla Milano di oggi prendendo come esempio la scomparsa dei cinema per un discorso generale sul cambiamento della città e dei suoi luoghi.

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