Progetto

Gli obiettivi

Docucity – documentare la città è un progetto nato nel 2006, dalla collaborazione tra il corso di laurea in Mediazione Linguistica e Culturale e il CTU – Centro di servizio  per le tecnologie e la didattica universitaria multimediale e a distanza dell’Università degli Studi di Milano.

Sin dall’inizio, il festival ha sviluppato l’intenzione di riflettere sulla città contemporanea attraverso l’utilizzo del cinema documentario, con lo scopo di coniugare l’analisi del testo filmico e la riflessione su tematiche urbane specifiche, identificando nell’interculturalità il suo nucleo di ricerca più importante.

Per orientarsi nella vasta galassia del cinema di non-fiction contemporaneo, si è individuato un modello di riferimento nel film London Orbital (2002, 76’), di Chris Petit e Iain Sinclair: non un semplice documentario, ma un film-saggio complesso e ambizioso, affiancato al libro omonimo di Iain Sinclair, del quale il testo visivo rappresenta la versione riscritta, o piuttosto trasposta in forma di immagini e parole. Il film di Petit e Sinclair è sembrato riassumere in modo esemplare il carattere intermedio del progetto Docucity: creare un festival capace di perlustrare i margini urbani e raccontarli con un linguaggio fortemente ibridato (documentari, film-saggi, opere sperimentali).

Anche la collocazione topografica del nuovo Polo di Mediazione Interculturale e Comunicazione –  al cui interno si trovano sia il Corso di Laurea in Mediazione Linguistica e Culturale che le infrastrutture tecnologiche del CTU – ha contribuito a determinare alcune scelte alla base dell’esperienza Docucity. L’ubicazione del Polo, situato in una nuova area al confine tra Milano e Sesto San Giovanni, ha suggerito di insistere sull’apertura al pubblico e sulla possibilità di fare di Docucity anche una proposta alla città e al territorio circostante. Un modo per l’università di contribuire a costruire quella rete di soggetti, luoghi e iniziative culturali e sociali che deve crearsi perché un’area urbana cominci a vivere realmente.

 

La rassegna didattica

Fino al 2010, Docucity è consistito in un ciclo di presentazioni di film documentari curate da docenti di varie aree linguistiche e culturali, prioritariamente rivolte agli studenti, ma aperte anche al pubblico esterno: si trattava di incontri in cui emergeva un doppio sguardo critico che combinava quello spesso non specialistico e comunque sempre cinematografico del regista sulla materia di studio con quello in qualche modo più orientato e regolamentato dello studioso di tipo accademico, spesso intrigato dall’insolito resoconto visivo di tematiche consuete.

Trattandosi di un’università si è ritenuto essenziale uscire dalla logica del noleggio tradizionalmente legata a rassegne e festival cinematografici e lavorare per la costruzione di un patrimonio di film permanentemente consultabile e utilizzabile da docenti, studenti e ricercatori. Questo, e la collaborazione della Biblioteca del Polo, hanno consentito di sviluppare, attraverso Docucity e all’interno del catalogo della biblioteca, una collezione di testi audiovisivi originale a disposizione di tutto l’ateneo e liberamente accessibile da chiunque. Negli anni, Docucity ha acquistato e presentato con questa formula documentari importanti non distribuiti in Italia[1].

 

Il festival e il concorso

Il riscontro avuto da queste prime rassegne (un totale di circa 50 documentari presentati tra il 2006 e il 2010, con una trentina di docenti coinvolti)[2] ha costruito un buon consenso intorno al tema della promozione e dell’uso del cinema documentario in università. A seguito di queste prime esperienze, e senza abbandonare il progetto iniziale che ha continuato a offrire proiezioni regolari tra ottobre e aprile di ogni anno, a partire dal 2010 si è deciso di inaugurare un concorso riservato ad autori e case di produzioni italiane.

L’idea era al tempo stesso indagare e stimolare la produzione italiana sul tema della città, un tema spesso trattato solo da un punto di vista sociologico o urbanistico.

Fin dalla prima edizione, la selezione dei titoli presentati in concorso, effettuata da un gruppo composito costituito da tecnici del CTU, docenti provenienti dal Corso di Laurea in Mediazione Culturale e docenti del Dipartimento di Beni Culturali e Ambientali (Elena Dagrada e Raffaele De Berti), ha invece evidenziato la volontà di valorizzare e promuovere la molteplicità di generi, linguaggi e stili come capacità di mettere in evidenza diversi nuclei tematici, diversi approcci al reale e al tema trattato, come stimolatore di riflessioni e sensazioni differenti per indagare la città in un’ottica trasversale a molti campi disciplinari: documentario sociale e di/per la ricerca, film-saggio, animazione, cortometraggi e lungometraggi, film a base di materiale d’archivio, esempi di cinema diretto ed elaborate costruzioni narrative diventano lenti per leggere luoghi e modi di vivere la città, universi sonori e visivi, immaginari e reali, personali e sociali… Come nel caso delle rassegne, tutti i film che arrivano per la partecipazione al concorso diventano successivamente utilizzabili per la didattica e vengono depositati e resi accessibili per la consultazione in mediateca (ad oggi circa 200 titoli prodotti in Italia negli ultimi 10 anni, 37 dei quali presentati nelle tre edizioni del concorso).

Anche nell’ambito della struttura festival/concorso, come in quella della rassegna/ciclo di proiezioni, Docucity si è utilmente relazionato con il suo contesto universitario di appartenenza e con i suoi obiettivi didattici e istituzionali. Per questo, a una giuria professionale che negli anni ha visto coinvolti direttori di festival, registi, responsabili di programmi televisivi, giornalisti, studiosi e professionisti dell’audiovisivo, è stata subito affiancata una seconda giuria costituita da studenti dell’università.

Con la partecipazione di studiosi, critici e filmmaker è stato avviato il Laboratorio di critica cinematografica Docucity che offre ogni anno a circa 50 studenti provenienti da tutte le facoltà e corsi di laurea dell’università, la possibilità di fare parte della giuria che assegna il Premio del Pubblico.

Infine, a partire dal 2012 il catalogo del festival è pubblicato, a cura della casa editrice ed.it di Firenze, in un volume annuale che raccoglie riflessioni interdisciplinari e letterarie sul tema della città e che comprende anche il DVD del documentario vincitore dell’edizione precedente[3], aggiungendo così un altro tassello allo sforzo di promozione e diffusione del cinema documentario in Italia.

 



[1] L’elenco completo dei documentari presentati è disponibile alla sezione Didattica.

[2] Dal 2009 la rassegna coinvolge anche Dipartimento di Beni Culturali e Ambientali con l’organizzazione di incontri/proiezioni presso il Polo di via Noto.

[3] Il primo volume della serie è Nostalgie urbane (2012) e comprende in allegato il DVD del film di Valentina Pedicini My Marlboro City, vincitore dell’edizione 2011.

 

© Università degli Studi di Milano 2013